NEWS > 24 luglio 2026

IL BEAUTY ACCELERA LA TRASFORMAZIONE RESPONSABILE: DALLA SOSTENIBILITÀ MISURABILE AI NUOVI STANDARD ETICI

Riduzione dell’impatto ambientale, resilienza delle filiere, trasparenza e certificazioni indipendenti stanno ridefinendo il concetto di responsabilità nell’industria cosmetica. Dai CosmoTalks di Cosmoprof Worldwide Bologna 2026 emerge un nuovo paradigma: sostenibilità ed etica non sono più elementi accessori, ma criteri che orientano innovazione, accesso ai mercati e creazione di valore.

La responsabilità nel beauty sta entrando in una nuova fase. Dopo anni dedicati soprattutto alla definizione di impegni e obiettivi, l’industria è chiamata a trasformare le ambizioni in risultati concreti, misurabili e integrati nelle decisioni quotidiane.
La seconda edizione del report Make Up the Future di Quantis, presentata durante il talk “Make Up The Future 2.0: accelerare la trasformazione sostenibile del beauty”, evidenzia come la sostenibilità stia ormai influenzando ricerca e sviluppo, approvvigionamento, produzione, marketing, retail e gestione del rischio. La sfida non consiste più soltanto nel ridurre l’impatto, ma nel costruire modelli capaci di affrontare volatilità climatica, scarsità delle risorse, fragilità delle filiere e crescente pressione normativa.
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DALL’IMPEGNO ALLA CREAZIONE DI VALORE

Dal 2020 il fatturato globale del beauty è cresciuto di quasi il 60%. Parallelamente sono aumentati i rischi ambientali e operativi: eventi climatici estremi, disponibilità incerta degli ingredienti e volatilità dei prezzi incidono ormai sulla continuità produttiva e sui margini.

La sostenibilità assume così una funzione strategica. Investire in ingredienti responsabili, processi più efficienti, packaging circolare e maggiore trasparenza può ridurre non soltanto emissioni e consumo di risorse, ma anche costi, esposizione normativa e vulnerabilità della supply chain. La domanda dei consumatori rafforza questa evoluzione. Il 61% dei consumatori statunitensi si aspetta che i brand guidino la risposta alle questioni ambientali; in Francia, l’89% degli acquirenti di skincare considera le iniziative di sostenibilità nella scelta di un prodotto, mentre in Giappone il 66% manifesta interesse per cosmetici con claim ambientali. Rimane tuttavia una distanza tra intenzioni e acquisti: per colmarla, le alternative responsabili devono unire efficacia, convenienza e piacevolezza d’uso. 

OLTRE IL CARBONIO: ACQUA, BIODIVERSITÀ E CICLO DI VITA

La trasformazione responsabile sta superando una lettura concentrata sulle sole emissioni. Acqua, biodiversità, utilizzo del suolo, biodegradabilità e impatto sugli ecosistemi entrano sempre più spesso nelle valutazioni di prodotto e nelle decisioni di sourcing. L’analisi del ciclo di vita aiuta a individuare le priorità reali. Formule solide e concentrate possono ridurre acqua, materiali e trasporto, mentre il riutilizzo dell’acqua nei processi produttivi e una maggiore efficienza degli impianti permettono interventi significativi a monte. Anche il refill deve però essere valutato nel suo insieme: vantaggi ambientali, numero effettivo di riutilizzi, materiali, logistica, sicurezza e comportamento del consumatore.
 
Il messaggio emerso dal confronto è chiaro: la soluzione più visibile non è necessariamente quella a minore impatto. Servono dati per evitare di trasferire il problema da una fase del ciclo di vita a un’altra e per conciliare sostenibilità, performance e desiderabilità del prodotto.
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DATI CONDIVISI CONTRO IL GREENWASHING

Con oltre 35.000 sostanze presenti nell’elenco INCI, nessuna azienda può ricostruire da sola tutte le informazioni necessarie a valutare ingredienti e filiere. La collaborazione precompetitiva, la condivisione dei dati e metodologie comuni stanno quindi diventando infrastrutture fondamentali per accelerare la trasformazione.

EcoBeautyScore, sviluppato da un consorzio di oltre 70 imprese e associazioni, valuta 16 categorie di impatto lungo l’intero ciclo di vita e assegna ai prodotti un punteggio da A a E. L’obiettivo è offrire ai consumatori informazioni confrontabili e alle aziende uno standard condiviso per misurare e migliorare le proprie performance. Claim generici e non dimostrati lasciano così spazio a indicatori basati sulla scienza, verifiche esterne e sistemi di tracciabilità. La trasparenza non è più soltanto uno strumento di comunicazione, ma un requisito per orientare innovazione, acquisti e investimenti.
 

IL COSMETICO ETICO DIVENTA UN SISTEMA VERIFICABILE

La stessa transizione dalla dichiarazione alla prova riguarda naturale, biologico, vegan, halal e cruelty-free. Standard diversi, accomunati da ingredienti controllati, tracciabilità della filiera, rispetto dei criteri dichiarati e verifica indipendente.
«Il cosmetico etico non è uno slogan né un claim: è un sistema», ha sottolineato Laurent Milet, General Manager di COSMOS-standard AISBL durante il Cosmotalk “Cosmetici etici, vegani e halal”. Un sistema che comprende formulazione, sourcing, produzione, packaging, comunicazione e controlli condotti da organismi accreditati, affinché il consumatore non paghi un sovrapprezzo per un semplice linguaggio di marketing.
Nel vegan, i criteri riguardano l’assenza di ingredienti e sottoprodotti animali e i test lungo la filiera. Nell’halal comprendono anche tracciabilità, prevenzione delle contaminazioni e requisiti organizzativi.
 
L’inasprimento delle regole in alcuni mercati, con l’Indonesia tra i principali motori di questa evoluzione, sta trasformando la certificazione anche in uno strumento di accesso commerciale. Le diverse sensibilità stanno inoltre convergendo: l’Europa ha guidato la crescita del naturale e del biologico, l’Asia ha svolto un ruolo centrale nello sviluppo dell’halal, mentre il vegan si espande trasversalmente, soprattutto tra i consumatori più giovani. Il moltiplicarsi di marchi e simboli rischia però di creare confusione. La sfida sarà distinguere le certificazioni rigorose dai claim autoattribuiti e mantenere gli standard ambiziosi, ma accessibili anche alle piccole e medie imprese.
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RESPONSABILITÀ, EFFICACIA E FIDUCIA

La trasformazione responsabile del beauty non può essere ridotta a un ingrediente, a un materiale o a un logo sulla confezione. È un processo che coinvolge l’intera organizzazione e mette in relazione impatto ambientale, valori etici, performance ed equilibrio economico.

Dai CosmoTalks emerge una nuova definizione di responsabilità: non una promessa separata dal business, ma un criterio di progettazione e competitività. A guidare la prossima fase saranno le aziende capaci di dimostrare ciò che dichiarano, offrendo prodotti efficaci e desiderabili attraverso filiere più resilienti, trasparenti e rispettose delle persone, delle culture e dell’ambiente.

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